Augustan Stables to be Reburied?

From the Telegraph … skipping a bit:

Now, to mark the two millennia since his death in 14AD, a successful exhibition has been staged in Rome and Paris, while on Rome’s Palatine Hill newly restored rooms at Augustus’ house and elaborate frescoes in a dining area will go on display for the first time.

But at a large excavated site off Via Giulia, in the heart of the city, workers will start covering the remains of Augustus’s marbled stables with waterproof cloths, ready for reburial, left for future generations to rediscover.

Described as “extremely important” by Rome’s archaeological authority when they were first found in 2009 by a firm excavating to build an underground car park, the buildings gave a unique glimpse of how imperial stables were built, adding to shreds of information provided by digs at Roman military camps and mosaics found in North Africa.

Graffiti on the walls boasting of victories in races at the Circus Maximus provided a fascinating insight into the four racing teams that shared the stables and divided the fierce loyalties of Roman race fans.

In 2011, archaeologists celebrated when it was announced the stables would be preserved and open to visits, only for city officials to cancel the plans this year due to budget cuts.

Cataloguing discoveries before burying them is standard practice “when there are no funds to guarantee the work needed to safeguard the finds,” said Federica Galloni, a culture minister official.

Experts believe that once reburied, artefacts and remains do not risk erosion by the elements or the thefts they might endure if left exposed and unprotected, and can be re-excavated when funding permits.

The fate of the stables and Augustus’s mausoleum contrasts with other monuments in the city which have benefited from a new trend for restoration work paid for by Italian fashion companies. Shoe maker Tod’s is sponsoring a clean-up of the Colosseum while Fendi is funding repairs to the Trevi Fountain.

Officials have said the city of Rome did seek a sponsor to help restore Augustus’ mausoleum in time for the 2014 celebrations, but found no takers.

With just two million of a required four million euros available, work will now be finished in 2016.

Meanwhile, yards from the mausoleum, Augustus’s excavated and restored Ara Pacis – or “temple to peace” – is in much better shape and now hosting an exhibition devoted to the emperor. After it was discovered buried beneath a cinema in central Rome, fascist dictator Benito Mussolini decided in 1937 to excavate the temple at all costs in time to celebrate Augustus’ 2000th birthday.

Sparing no expense, experts dug down to retrieve the monument using innovative techniques to freeze the foundations beneath the cinema to ensure the modern building did not collapse.

History unearthed – and reburied

Reinterring ancient sites to protect them from the elements and thieves rather than leaving them exposed is becoming more frequent as funds for archaeology become a luxury in cash strapped economies like Italy and Greece.

An important thermal bath dating to the first century AD reign of the Roman emperor Titus, discovered close to the Colosseum in Rome in the 1990s, has been reburied until money is found for its preservation.

On the outskirts of Rome, experts are campaigning for cash to save from reinterring the stunning tomb of Marcus Nonius Macinus, the Roman general whose 2nd century AD campaigning helped inspire Russell Crowe’s Gladiator.

In Greece, an early Christian basilica, discovered in 2010 during the construction of an underground railway in Thessaloniki was reportedly reburied.

Not sure how I missed this discovery back in 2009. Back in 2008 we read of an impending restoration of the Circus (Circus to be Restored!), and shortly thereafter, about some entrepreneur’s plans to bring chariot racing back to the venue (Chariot Racing in Rome Redux), but then all we heard were tales of a beach soccer tournament therein (Beach Soccer in the Circus Maximus?).

The so-called ‘Gladiator Tomb’ has been its own saga … ecce:

… so apparently the campaign on that score is continuing. Hopefully publicity will bring a sponsor out of the woodwork …

 

Plans for the Gladiator Tomb! (maybe)

If you’ve been hanging around rogueclassicism and/or my twitterfeed, you will be aware of the campaign to save the so-called ‘Gladiator Tomb’ from being reburied. The campaign was spearheaded by the fine folks at the American Institute of Roman Culture, which started a petition. Well, according to La Stampa, it appears all that attention has had an effect (at least they’re talking about it again) …ecce:

La fine di marzo era una stagione meravigliosa nella villa di Livia, moglie dell’imperatore Augusto. La villa era circondata da un paesaggio che non aveva eguali nei dintorni di Roma: colline, prati e il Tevere. Si trovava lungo la via Flaminia, l’arteria più importante tra la capitale dell’impero e le regioni settentrionali. Capitava che Livia si ritirasse lì e che l’imperatore andasse a trovarla quando si liberava dagli impegni. Dal centro di Roma era un piccolo viaggio ma la distanza era ripagata dalla bellezza del paesaggio costellato di importanti mausolei e distese di dolci prati.

L’anno prossimo saranno 2 mila anni dalla morte di Augusto: si sta mettendo a punto il programma delle celebrazioni ma quel pezzo della sua vita difficilmente potrà essere ricostruito se non con una buona dose di fantasia. Eppure la Soprintendenza Archeologica ha nel cassetto un progetto per trasformare la Flaminia in una nuova Appia antica. E’ un’idea talmente semplice da sembrare la scoperta dell’acqua calda. Sfrutta il vantaggio che la Flaminia ha rispetto alle altre rinomate strade consolari: la linea ferroviaria, la Roma-Viterbo.

Avete mai provato a raggiungere l’Appia senza un’auto privata? Da perderci la testa. La via Flaminia, invece, ha un trenino con le fermate che sembrano studiate da un archeologo per quanto sono vicine agli antichi siti. Quando fu scritto il progetto, c’era anche qualcos’altro: un paesaggio ancora non troppo diverso da quello attraversato dall’imperatore. Bastava unire questi elementi per avere un Parco archeologico, affermarono i fautori del progetto, sostenuti da Italia Nostra.

Non bastava, invece. «Quel progetto era innanzitutto un sogno, perché noi archeologi siamo dei sognatori», racconta Marina Piranomonte, una delle responsabili degli scavi lungo la Flaminia per la Soprintendenza Archeologica di Roma che aveva ideato il Parco insieme con il collega Gaetano Messineo.

La realtà è diversa. Si sale sul treno a piazzale Flaminio, appena fuori piazza del Popolo. La Roma-Viterbo è seconda nella lista nera delle ferrovie italiane stilata da Legambiente: treni vecchi, sporchi, affollati a dismisura, corse che saltano di continuo. E per fortuna nella classifica non è contemplato il paesaggio, un’orgia di discariche, baracche di senzatetto, industrie abbandonate.

La prima fermata utile da un punto di vista archeologico è «Due Ponti». Si scende in un agglomerato compatto di case Anni 60. Alcuni anni fa su uno dei pochi terreni rimasti liberi il proprietario, il costruttore Bonifaci, decise di costruire altri tre palazzi: dovette fermarsi perché dagli scavi preventivi era emersa la Tomba del Gladiatore, il mausoleo di Marco Nonio Macrino, probabilmente il personaggio a cui era ispirato il film «Il Gladiatore». Era il 2008, la notizia fece il giro del mondo e la fermata conquistò un posto di rilievo che fino ad allora non aveva nel Parco Archeologico. Quattro anni dopo la Tomba è lì, coperta da un geotessuto, ma nessuno ha idea di quale futuro avrà. È stato speso un milione per tirare fuori la preziosa Tomba nascosta a sette metri di profondità e restaurarla, ma ne sarebbero necessari altri tre per creare un museo e renderla visitabile. «Si studia come recuperarli. Siamo aperti a qualunque possibilità» – chiarisce Daniela Rossi, responsabile per la Soprintendenza del sito.

La fermata successiva è Grottarossa. Un segnale indica la presenza di un sito archeologico, ma è più facile trovarlo seguendo la discarica lungo la ferrovia. Attraverso un cancello arrugginito si entra in una necropoli con due mausolei imponenti della fine del periodo repubblicano, un tratto della via Flaminia molto ben conservata, e una vasca. L’area è ampia ma l’erba è alta. I mausolei sono chiusi e coperti di muschio, i pannelli che raccontano la loro storia sono a terra e i resti di vestiti e cibo lasciano capire che di notte qualcuno dorme lì. «Non è trascuratezza, è una questione di priorità – racconta Marina Piranomonte – dopo anni abbiamo da poco ottenuto l’esproprio dell’area. I fondi per il 2013 verranno utilizzati per rimettere a posto il sito. Mi impegno a farlo rimettere a posto entro un anno».

Superata Saxa Rubra, si scende di nuovo a Labaro. Nascosto tra una selva di cavalcavia e discariche, c’è un ponte romano, lo stesso usato da Augusto quando andava a trovare la moglie nella sua villa e dalle truppe di Massenzio durante la battaglia contro Costantino. E’ stato liberato nel 2005 da una parte di rifiuti e l’Anas aveva promesso di creare un Parco archeologico. Parole finite nel nulla.

L’ultima fermata è La Celsa. Fuori dalla stazione, dal lato opposto rispetto al Tevere, non si può non vedere un enorme sperone di tufo, un Mausoleo dove i romani scavavano i loro monumenti funerari. Alla base ci sono delle fornaci dove veniva prodotta la terracotta. Due anni fa il sito – già in passato rifugio per clochard – è stato rimesso a posto: costo dell’operazione 300 mila euro. Oggi, infatti, la parte alta della roccia è molto bella e ben visibile. All’interno delle grotte nella parte più bassa, però, sono tornati a vivere i senzatetto.

Sembra un gioco dell’oca, in cui si corre il rischio di tornare sempre alla casella di partenza e di rendere la via Flaminia solo la strada delle occasioni mancate. «Sono ottimista – risponde Daniela Rossi – per me la Flaminia è la strada delle occasioni da recuperare. Lo faremo, anche con l’aiuto dei privati. Possiamo farcela, il progetto del Parco non è morto». «Tutte le nostre risorse e il nostro impegno sono dedicati a quest’obiettivo», conferma Marina Piranomonte.

If you want a reasonable English summary, check out Worldcrunch … the idea of a series of sites one could visit by train is definitely interesting if the funding can be found …