Recent Finds from Knossos

As my one son works on a high school paper about Knossos, it’s interesting that they still find things there:

Geophysical studies at Kefala Hill in the Knossos archaeological site on Crete island, have revealed findings of the most ancient farm houses in Greece, and perhaps in all of Europe, dating back between 7,000- 6,400 BC.

The important finds were presented on Wednesday in Athens by the head of the British School in Athens and university professor Catherine Morgan at the school’s open annual meeting held at the Archaeological Society building.

The British school, in cooperation with Dutch scientists, have been conducting studies in the Knossos area since May 2009 for the charting and imaging of the archaeological and geological deposits with the use of state-of-the-art radars.

Moreover, Morgan presented an annual review of the British School on the research progress on Keros island in the Cyclades complex, and especially at the Daskalio early Bronze Age settlement, at Kavos on the Ionian island of Corfu, in Thessaly region and on the islands of Kythera and Antikythera.

via Important archaeological finds at Knossos | ANA.

Restoring Jupiter

Interesting item:

IT IS almost 2,000 years old and was thought to have been lost forever, but now an ancient Roman bust is being preserved for future generations.

Conservationists have begun the painstaking process of restoring a marble carving of the Roman god Jupiter which has been rediscovered at Fountains Abbey, near Ripon.

The piece has been identified as part of the celebrated collection of the Earl of Arundel’s collection of antiquities from the classical world and is now being analysed by English Heritage at its archaeological store in Helmsley.

Susan Harrison, English Heritage Curator, said: “The condition of the bust is pretty good, but it does need cleaning and further research. Because it’s mentioned in 17th Century records, experts knew it existed, but they have searched for it in vain amongst the world’s collections of antiquities.

“But here it was all along, safe and sound and waiting to be rediscovered. We plan to do further work to determine the type of marble which will give us an indication of where in the Roman world it is originally from. It really is an impressive piece.”

According to Roman mythology, Jupiter was the most powerful of all the Gods and the Latin depiction of the Greek, God Zeus.

A short little video report accompanies the original article.

via Conservationists begin restoration of Roman bust of Jupiter | York Press.

Tarquinian Reggia from Gabii?

This one’s working its way through the Italian press … a sixth century (B.C.) edifice which includes an image associated with the Tarquins. Also of interest is evidence of ritual foundation sacrifice and the burial of five (non-sacrificed?) children under the foundations as well.  Il Messaggero seems to have the best coverage so far:

Gli archeologi la considerano una testimonianza unica e straordinaria. In tutta Italia ne esistono forse una decina di esempi. E’ stata riportata alla luce a Gabii, venti chilometri a sud di Roma la casa del rex della città antica. I muri delle stanze sono integri, un particolare quasi senza precedenti per l’epoca, e la dimora è composta da tre stanze non comunicanti tra loro che, con tutta probabilità erano affacciate su un grande portico e che erano gli ambienti della casa destinati al culto. I muri erano intonacati e dipinti. Sotto il pavimento in pietra sono state ritrovate intatte, le fosse di sacrifici rituali fatti per inaugurare il cantiere. In cinque di queste i corpi di altrettanti bimbi nati morti. «Non si tratta di sacrifici umani», precisano concordi il sovrintendente archeologo Angelo Bottini e il professor Marco Fabbri. Indizio però che si trattava di una casa molto importante.

Gli archeologi della sovrintendenza di Roma e quelli dell’università di Tor Vergata che insieme l’hanno riportata alla luce tra settembre e dicembre 2009 sono convinti che si tratti della casa dei Tarquini a Gabii, una reggia costruita nel sesto secolo a.C., forse su un edificio preesistente. Era una reggia sfarzosa con un tetto decorato da statue e da un fregio in terracotta riconducibile alla famiglia dei Tarquini.

L’ipotesi è che vi abitasse il figlio di Tarquinio il Superbo, Sesto Tarquinio. Ma forse la residenza era della famiglia già nei decenni precedenti. «Di certo -dichiarano Fabbri e Bottini – c’è che quella casa regale ad un certo punto venne distrutta o meglio, venne smontato il tetto monumentale e gli ambienti vennero seppelliti fino a lasciare solo un tumulo di pietre. Una fortuna. Perchè proprio quel seppellimento ha consentito alla reggia di arrivare praticamente intatta fino a noi».

Costato fino ad oggi 60mila euro lo scavo deve ora continuare. Si spera di trovare il tetto e gli altri ambienti della regia. «Cercheremo di stanziare altre risorse», dichiara il sottosegretario Francesco Giro. «La speranza – conclude Bottini – è che si possa continuare a scavare. E che proprio qui, nello scenario meraviglioso di Gabi, si possa allestire un grande parco archeologico».

We’ll see if this gets any coverage in the English press …

via Gabii, svelata la reggia dei Tarquini Archeologi: testimonianza unica in Italia | Il Messaggero.

Roman Wall from Ostia

Been sitting on this one for a while … some remains of Imperial-era Roman walls from Ostia; not much more:

Nel corso delle indagini archeologiche preventive, effettuate a gennaio sotto la direzione scientifica della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma per la costruzione da parte del Comune di Roma di una scuola materna in via Pericle Ducati ad Ostia Antica, sono state rinvenute consistenti strutture murarie di epoca romana”. Lo fa sapere, in una nota, la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma. “Durante gli scavi realizzati dalla cooperativa archeologica ‘Parsifal’- si legge ancora nel comunicato- sono state individuate una serie di strutture murarie con orientamenti diversi. Alcuni di questi tratti murari sono in opera reticolata ed altri in opera mista. In un caso e’ venuto in luce anche un resto di muro in blocchi di tufo quadrangolari, di cui e’ ancora da comprendere la connessione con le altre strutture. I muri individuati sono in gran parte coperti dal loro crollo, che non appare essere stato intaccato dalle arature o da altri interventi di utilizzo del suolo, se non per alcune buche di non grande estensione realizzate in epoca relativamente recente, in parte forse a scopo agricolo. Ad una preliminare analisi i resti archeologici rinvenuti appaiono appartenere ad epoca pieno imperiale, anche se con cronologie diverse fra loro”. Le evidenze archeologiche, conclude il comunicato, “sembrerebbero riferibili ad ambito residenziale o commerciale, vista anche l’estrema vicinanza all’antica ansa del Tevere, poi obliterata dopo la piena del 1557. Le indagini archeologiche sono ancora nelle fasi iniziali e soltanto con il prosieguo dei lavori potra’ comprendersi l’effettivo utilizzo in antico di tali strutture”.

via Archeologia. Trovate a Ostia strutture murarie epoca romana | DIREGIOVANI.

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